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20/10/2009 SEMPLICEMENTE STUPENDO! 17/05/2009 Un bel film americano del 2007 BELLA il film che in Italia non vedrete al cinema perché è stato prodotto da cattolici 12/11/2008 18/08/2008 IL PRINCIPE CASPIAN
Ritorno a Narnia dove il bene è bene e il male è male
13/06/2008 BASTABUGIE
Selezione di articoli per difendersi dalle bugie della cultura dominante: televisioni, giornali, internet, scuola, ecc. Non dipendiamo da partiti politici, né da lobby di potere.
Soltanto vogliamo pensare con la nostra testa, senza paraocchi e senza pregiudizi!
17/03/2008 "Sono contro le femministe perchè io sono a favore delle donne!" 06/02/2008 Proposta (seria) di modifica dell'art. 1 della Costituzione Italiana Articolo attuale: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." Articolo riformato: "L'Italia è una monarchia fondata sulla famiglia. La sovranità appartiene a Cristo Re. I legittimi governanti la esercitano nelle forme e nei limiti del diritto naturale di cui è interprete la Chiesa Cattolica."
04/02/2008 LETTERA A UNA MAMMA
IN STATO INTERESSANTE
![]() Cara mamma,
la tua dolce attesa è senz'altro un dono di Dio in quanto i figli non sono "nostri", ma doni di Dio e per questo vanno accolti con amore e rispetto.
Se avessi ansie o preoccupazioni puoi rivolgerti al Centro di Aiuto alla Vita.
![]() Se invece, come spero, sei nella gioia per questo lieto evento, ho da dirti due cose importanti:
1) bisogna fare la volontà di Dio e una gravidanza non è certezza che nasca perché nove mesi sono lunghi, quindi ci rimettiamo alla sua volontà (anche se fosse diversa dalla nostra, ma sono certo che tu la accetterai...);
2) ATTENZIONE! Non ti far prendere dalla tua ansia perché i medici pare che abbiano il compito di farla venire anche a chi non ce l'ha. Tutti gli esami che ti proporranno (eccetto due o tre ecografie al massimo) sono inutili e/o dannosi. Se vuoi se ne riparla, ma questo è un punto fondamentale. Se vuoi scrivimi... cliccando qui!
Una mamma, leggendo questo, mi ha scritto: "Per quanto riguarda gli esami da fare farò solamente quelli indispensabili per poter eventualmente diagnosticare una patologia che può essere curata. Non farò esami che non apportano nessun valore aggiunto e al cui esito non c'è soluzione o terapia. Mi ha fatto sorridere l'ostetrica all'ultimo colloquio. Mi ha proposto ovviamente anche gli esami opzionali come tritest, amiocentesi, villocentesi, ecc. Il tritest è affidabile al 60-70%, vale a dire che se mi dicono che il mio bimbo ha il 60% di probabilità di nascere con la sindrome di Dawn, io che faccio? Abortisco? A questa domanda mi sono sentita rispondere che in questi casi è necessario fare l'amiocentesi, che ha circa l'1% di rischio di aborto, oppure la villocentesi che ha addirittura il 2% di rischio di aborto! Dunque mettendo che alla mia età, trentacinque anni, il rischio di avere un bimbo Down sia 1 su 8000, corro il rischio di 1 su 100 o 2 su 100 di ammazzare un bimbo sano! Ne ho parlato anche con mio marito ed anche lui sembra essere d'accordo sull'assurdità di questi esami!" 12/12/2007 Esame di coscienza
Peccati capitali (vizi) Penitenziale in San Pietro 2007 alla presenza di Sua Santità Benedetto XVI Perdona Signore i nostri peccati di SUPERBIA: le azioni che cercano solo la lode e l’approvazione della gente, l’ambizione,la ricerca di potere e di notorietà. Perdonaci per quando parliamo, diamo consigli, studiamo, lavoriamo, facciamo il bene solo in funzione di ciò che ne penseranno gli altri e per catturare la stima altrui. Perdonaci per quando esibiamo con vanità la bellezza fisica e le qualità dateci da Dio. Perdonaci per l’arroganza che nasce dalla superbia, per il desiderio di non dipendere da nessuno, e nemmeno da Dio, per il vittimismo con cui sappiamo darci sempre una giustificazione. Rendici umili. L’umiltà è la virtù che elimina tutte le passioni perché in essa noi ci rendiamo disponibili ad essere aiutati da Dio. Perdona Signore i nostri peccati di INVIDIA: l’ostilità, l’odio, l’idea che il male altrui possa essere bene per noi. Perdona l’egocentrismo che ci impedisce di desiderare il bene per gli altri e ci rende incapaci di amare, il malcontento e i contrasti generati dall’invidia. Liberaci dal rancore, dal tormento interiore, dall’insoddisfazione. Perdonaci quando vediamo tutto in funzione di noi stessi, quando non sappiamo mettere un freno ai desideri, quando chiamiamo l’invidia “sana competitività”. Perdona i cedimenti a una società che alimenta continuamente l’ambizione, l’avidità e la vuota curiosità. Perdonaci quando desideriamo la roba d’altri e ci condanniamo all’infelicità. Aiutaci a contrastare l’invidia con il dono quotidiano di noi stessi per i fratelli. Perdona Signore i nostri peccati d’IRA: i turbamenti del cuore, i sentimenti di avversione verso i fratelli quando sentiamo colpito il nostro io, l’animosità eccitata, l’aggressività del corpo, la sete di vendetta. Perdonaci quando l’ira soffoca la libertà, ci rende schiavi di noi stessi, toglie la pace interiore ed esteriore. Perdonaci la tentazione di “farla pagare” a chi ci ha umiliato, il piacere perverso del “far del male a qualcuno”, i giudizi taglienti e la gratuita durezza verso gli altri, le mille giustificazioni dell’ira. Aiutaci a seguire la via suggerita dai padri:”il silenzio delle labbra pur nel turbamento del cuore”, dato che “La medicina perfetta… sarà quella di essere prima di tutto ben persuasi che non ci è consentito adirarci mai e in nessun modo”. Perdona Signore i nostri peccati di ACCIDIA: il torpore, la pigrizia, l’abbattimento, la tristezza, la dipendenza e le crisi di astinenza da stimoli e piaceri esteriori che ci lasciano sempre tristi e vuoti. Perdonaci per la noia che a volte proviamo nel pregare e che ci spinge a cercare distrazioni, o ci lascia soli a parlare con noi stessi. Perdonaci quando l’accidia genera disgusto e noia per ogni attività sana e spirituale, per quando la stessa vita quotidiana si tinge di tristezza, svogliatezza, vittimismo e lagnanza. Perdonaci per la vita senza scopo, il tempo perso e la fuga dall’impegno quotidiano. Donaci il desiderio di reagire. Facci trovare una guida spirituale e fa’ che accettiamo la disciplina dell’obbedienza, unica via per non essere sballottati come un corpo inerte in balia delle passioni. Perdonaci Signore per i peccati di AVARIZIA: l’avidità, la brama di possedere, la fiducia smodata riposta nel denaro. Perdonaci se per avarizia lavoriamo di domenica, siamo disonesti, non diamo in elemosina, ci circondiamo di cose superflue. Perdona le conseguenze terribili della fame di soldi: liti familiari, ansie e falsi timori, tradimenti, frodi, inganni, spergiuri, violenza e indurimento del cuore. Perdonaci l’abitudine a essere insoddisfatti per ciò che abbiamo e bramosi di ciò che non ci è dato. Liberaci da lussi inutili, comodità e abitudini dispendiose. Perdona le ingiustizie della società, le drammatiche disuguaglianze tra paesi ricchi e poveri, le guerre, i disumani sfruttamenti e l’inganno delle coscienze prodotto da un sistema di accumulo e consumo che fa di tutto per eccitare la brama di possesso. Aiutaci a sottrarci all’influenza dei media e a fidarci di te, che rivesti i gigli del campo e non abbandoni gli uccelli del cielo. Perdonaci Signore per i peccati di GOLA: il rapporto irrazionale con il cibo, i vizi del fumo, dell’alcool, delle droghe, la dipendenza che ci fa schiavi. Perdonaci se scambiamo per la libera scelta ciò che è solo condizionamento dell’abitudine, delle mode, della pubblicità. Perdonaci per la mente ottenebrata che si allontana anche dalla preghiera e dalle sane letture, per gli eccessi che ci rendono meno padroni di noi stessi e affievoliscono la capacità di autocontrollo. Insegnaci la capacità dell’astinenza, che disintossica il corpo e la mente. Aiutaci a scoprire i piaceri sani della vita, per essere capaci di amare i fratelli con la libertà e la gioia con cui tu hai amato noi. Perdonaci Signore per i peccati di LUSSURIA, che ci fanno schiavi del sesso, e per il disordine morale che mette a rischio persone, famiglie e società. Perdona il cedimento a immagini proposte ad arte,a voci allusive, alla pornografia in video e in rete. Perdonaci la debolezza di fronte a piaceri tanto intensi quanto effimeri. Perdona la mentalità diffusa che si spaccia il disordine sessuale per conquista e fa credere che ogni istinto debba trovare immediata soddisfazioni. Facci comprendere che non è libero chi non ha il controllo di se stesso, chi si riduce al doppio gioco e alla menzogna, chi perde l’integrità morale e la pace, chi si chiude in se stesso. Perdona i danni gravi nella società: per il sesso si litiga, si minaccia, si uccide; la libidine alimenta uno stile di vita fatuo, degenera spesso nella prostituzione, nel ricatto, nella pedofilia… Aiutaci a custodire la castità nel cuore e nella mente, e a non avere rapporti sessuali prima o fuori del matrimonio, a evitare deviazioni e stravaganze. Insegnaci modestia e dignità nel vestire, custodisci sguardi e fantasie. 12/04/2007 13/03/2007 08/01/2007 Apocalypto
Il film evento di questo inverno! Stupendo: io l'ho già visto! Il realismo della cultura maia in lingua originale: Mel Gibson continua a produrre cinema di alta qualità! 21/12/2006 Magdi Allam a Colle Venerdì 24 novembre ho avuto la fortuna di assistere all’interessante conferenza tenuta da Magdi Allam al Teatro del Popolo di Colle Val d’Elsa. Era lì per presentare il suo ultimo libro dal titolo “Io amo l’Italia. Ma gli italiani la amano?”, all’interno del quale affronta tematiche tra cui il problema della costruzione – ormai prossima - di una moschea, proprio a Colle Val d’Elsa. Ma per capire come mai un musulmano di origine abbia deciso di affrontare tali tematiche, bisogna prima capire chi è Magdi Allam. Vicedirettore de “Il Corriere della Sera” si occupa, in qualità di editorialista e inviato speciale, dei problemi economici, politici, sociali e culturali dell’area mediorientale, comprese le tematiche trasversali quali il terrorismo, l’islam, l’immigrazione, il confronto tra le civiltà, i processi democratici e i rapporti nel Mediterraneo. Laureato in sociologia all'Università “La Sapienza” di Roma, si è specializzato nello studio delle comunità musulmane e dei mass media arabi. Il suo amore per l’Italia nasce non solo dall’aver frequentato in Egitto le scuole dei religiosi italiani, dall’aver trovato proprio in questo paese una soddisfacente affermazione professionale, dal fatto che l’Italia rappresenta la patria dei suoi figli e la casa della sua famiglia. Magdi Allam ama l’Italia perché riconosce nell’identità italiana un sistema di valori per i quali è giusto battersi, anche rischiando in prima persona. Si è soffermato in particolar modo sui problemi relativi alla costruzione della moschea a Colle Val d’Elsa per poi affrontare un discorso molto più ampio relativo alla difficile integrazione dei musulmani in Occidente. Innanzitutto la moschea di Colle andrà in mano all’UCOII (Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia), organizzazione che, ha spiegato Allam, “predica la distruzione di Israele e propone un’identità musulmana secondo un modello sociale del tutto diverso da quello italiano”. I musulmani appartenenti all’UCOII celebrano matrimoni poligamici e sottomettono le donne verso le quali non è riconosciuto alcun diritto. Condannano di eresia e apostasia tutti quei musulmani che non la pensano come loro. Le moschee appartenenti a tale organizzazione e ad organizzazioni simili, non sono centri di preghiera, come i luoghi di culto dovrebbero essere, ma centri di indottrinamento ideologico e politico. Magdi Allam, che conosce bene le organizzazioni e le realtà islamiche presenti in Italia, ha fatto anche notare come il nome dell’organizzazione “Comunità dei Musulmani di Siena e Provincia”, che si vanta di rappresentare tutti i musulmani residenti in provincia di Siena, in realtà non ne rappresenta che una esigua parte. Infatti, i musulmani residenti nella provincia sono circa 5000. Ma il presidente di questa organizzazione è stato eletto da appena 135 persone! Una moschea imposta fin dall’inizio alla cittadinanza, senza tener conto in nessun modo della comune identità collettiva, non può rappresentare un fattore di aggregazione. La moschea, così concepita, diventa un fatto privatistico e incentiva il già grande frazionamento della comunità di immigrati islamici. Magdi Allam non dice no alle moschee, ma dice no a quelle moschee che non si basano sulla chiarezza dei contenuti e dei valori e che non trovano un pieno consenso dei cittadini, neanche tra quelli di fede islamica. Egli ha fatto l’esempio delle moschee presenti a Sassuolo, Como, Modena e Napoli: centri di indottrinamento ideologico che hanno creato disgregazione anche sul fronte interno e i frutti che ne sono derivati sono emarginazione, devianza, e spesso criminalità. A Torino addirittura, un intero quartiere centrale della città è stato stravolto dalla presenza della Casba Araba. E questo perché il gruppo di islamici presenti in quel quartiere si sono rifiutati di adattarsi al sistema di regolamenti pre-esistenti e hanno stravolto quella parte della città. Questo non va a favore neppure di quei musulmani che sono venuti in Italia alla ricerca di condizioni migliori. Quello che tutti gli occidentali, e gli italiani in particolare, devono capire, è che degli immigrati che dicono di volersi integrare con la nuova realtà in cui vivono devono voler conoscere e rispettare le leggi e le tradizioni di quel popolo. Ma se il popolo con il quale i musulmani vengono in contatto, in questo caso gli italiani, avessero dimenticato le proprie tradizioni, i valori che lo hanno sempre contraddistinto e considerasse integrazione lasciare carta bianca a chiunque voglia instaurare le proprie regole e i propri ideali, anche se discordanti con quelli pre-esistenti? Purtroppo è quello che sta succedendo in Italia, la quale si trova in piena crisi d’identità dovuta al relativismo, per cui non esistono più valori di riferimento, visto che ognuno può avere i suoi e può con questa scusa pretendere di essere nel giusto nel nome di una falsa libertà. E così non esiste più la verità, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Si crea un vuoto culturale che può essere riempito da qualunque cosa riesca ad imporsi. Molti immigrati scelgono di trasferirsi in Italia perché considerata patria di valori e ideali che tutelano l’uomo e la donna, primo fra tutti il valore della sacralità della vita. E lo sarebbe, se non cercasse in tutti i modi di rinnegare le proprie radici cristiane. Ma come dovrebbe avvenire l’integrazione tra musulmani e cristiani secondo Magdi Allam? Innanzitutto bisogna partire da alcune certezze. Gli italiani devono sapere i valori che intendono difendere. Conoscere la lingua, la cultura e la fede cristiana di riferimento, dovrebbe essere la prima preoccupazione degli immigrati che scelgono l’Italia come patria. I valori cristiani hanno contribuito alla crescita dell’Italia; basti pensare all’influenza che hanno avuto sull’arte, a come le prime scuole e i primi ospedali siano nati in ambienti religiosi. Basta girarsi intorno e vedere il numero delle chiese per capire che le radici dell’Italia sono cristiane. E le proprie origini non possono essere cancellate: farlo significherebbe rinnegare tutto quello che siamo adesso. L’Italia sarebbe stato un paese diverso se avesse avuto radici diverse. E se i valori cristiani hanno contribuito alla crescita del popolo italiano, significa che sono valori che vale la pena difendere e riaffermare con forza. Ecco perché questi valori sono per i cristiani ma sono anche per i laici. Magdi Allam ha citato anche Papa Benedetto XVI, il quale afferma che il dialogo non può ridursi ad una stretta di mani ma si deve affermare su valori comuni e fondamentali per tutto il genere umano, come la pari dignità e il diritto alla vita. Solo mettendo alla base questi valori si potrebbe costruire una integrazione tra cristiani e musulmani. Pensare che tutte le religioni sono uguali è una mistificazione della realtà: sarebbe come dire che tutte sono destinate a scomparire. Sarebbe come dire che tutto è uguale a niente. Se qualcuno bussa ad una casa e viene accolto, il minimo che l’ospitante possa chiedere all’ospitato è che questo rispetti le regole della sua casa, regole che hanno contribuito alla costruzione della famiglia. Ma se pensiamo all’Italia come una casa comune vediamo che c’è un grande affanno a concedere diritti ma non a richiedere doveri. E se è una discriminazione il negare all’altro dei diritti, lo è anche il negare dei doveri; in entrambi i casi l’altro viene trattato come un diverso. Allam ha poi spiegato che esiste una pluralità di fedi islamiche. Ciascuna fede sostiene di essere il vero islam, tacciando le altre di eresia. Non esiste una democrazia interna, né un mediatore, custode dell’unicità spirituale e gestore del culto. Per questo i musulmani si fanno guerra anche tra di sé. E’ quello che succede tuttora in Iraq: il 90% delle vittime è rappresentato dagli Sciiti che vengono massacrati dai Sunniti, i quali si considerano i soli veri musulmani, legittimati ad uccidere tutti i falsi musulmani. Allam considera uno scandalo che la gran parte dei giornali non abbia considerato le uccisioni che continuamente avvengono in Iraq come atti terroristici perpetrati dai Sunniti. Quando Bush ha condotto la guerra in Iraq in risposta all’attacco alle Torri Gemelle, molti giornali hanno parlato di “occupazione” americana e di “guerra civile” o “resistenza” irachena. Termini per indicare gli USA come unico colpevole di ciò che stava accadendo in Iraq e per discolpare interamente i reali responsabili degli atti terroristici. Così si è arrivati a far immaginare alla gente che il terrorismo sia di natura “reattiva”, mentre è storicamente accertato che è di natura “attiva” e non ha bisogno di essere provocato per reagire; al contrario c’è bisogno che venga fermato. Negli ultimi tempi abbiamo assistito al lancio di generici appelli alla pace che alla fine hanno legittimato le azioni dei terroristi, i quali sono stati messi sullo stesso piano delle vittime. Ecco un modo per non distinguere più, sul piano etico, tra bene e male. Bisogna anche stare attenti a non considerare secondo i nostri parametri la realtà del contesto islamico. Ad esempio non si può considerare secondo i nostri parametri di libertà l’indossare il velo da parte elle donne musulmane. I musulmani affermano che il velo è prescritto dall’islam. In realtà il Corano non ne parla. Magdi Allam, che ha vissuto per molto tempo in Egitto, prima di venire in Italia, ha attestato che fino a 40 anni fa le donne musulmane che abitavano nel Cairo non avevano la consuetudine di indossare il velo. Mentre oggi la maggioranza delle donne lo indossa. Questo dimostra che il velo non è prescritto dalla religione islamica., essendo essa nata molto prima di 40 anni fa. Il velo è quindi una realtà ideologica che ha accompagnato l’involuzione del potere dei gruppi di musulmani più integralisti degli ultimi 40 anni. Se noi accreditiamo la facoltà e la libertà delle donne musulmane di indossarlo, diamo una mano a chi dice che la donna lo deve portare, negandole con questa scusa, oltre alla libertà di scelta, anche altri diritti fondamentali che ciascun essere umano dovrebbe avere. Un’altra questione importante che è stata sollevata è quella della reciprocità. Non si può tenere in sospeso il problema dell’integrazione, adducendo come spiegazione il fatto che nei paesi musulmani non è consentita la libera espressione delle altre religioni e non è consentita la conversione. Ma si può pretendere che i musulmani che decidono di vivere in Italia rispettino le nostre leggi, che legittimano la libertà religiosa e di espressione. Così, sebbene sia giusto impegnarsi perché fuori dell’Italia, nei paesi musulmani, ci sia la libertà di pregare, convertirsi e predicare, molto più importante è impegnarsi affinché in Italia siano tutelate queste libertà per quei musulmani che non accettano il pensiero unico fondamentalista, ai quali non è consentito, dagli altri musulmani, convertirsi al cristianesimo e che per farlo devono nascondersi. In molte occasioni si è visto che chi da cristiano si converte all’islam ha molto più accesso ai media ed è molto più osannato di un islamico che si converte al cristianesimo. Finchè la situazione sarà questa, difficilmente si arriverà ad una soluzione del problema; e non perché gli italiani non vogliano concedere la libertà religiosa fin tanto che i musulmani non la concedano a noi nei loro paesi: se si aspettasse questa situazione, probabilmente aspetteremmo in eterno. Bensì perché, fin tanto che i musulmani presenti in Italia non accetteranno di concedere queste libertà agli altri musulmani presenti in Italia, viaggeremo su due binari opposti. E in futuro, se l’islam diventasse maggioranza, i musulmani potrebbero vietare queste libertà fondamentali anche al resto della popolazione cristiana. Magdi Allam, dopo aver risposto alle numerosissime domande e agli interventi dei presenti in sala, ha concluso auspicando una rivisitazione generale del progetto riguardante la questione della moschea di Colle; ha infatti detto che nessuno mette in discussione la libertà di culto o di costruzione di moschee per i musulmani, ma ha dichiarato come legittima e persino doverosa la preoccupazione sull’identità dell’UCOII, che riguarda la sicurezza del paese. Ha ribadito che è stato uno sbaglio da parte del sindaco e della giunta comunale inserire nel programma elettorale una questione tanto complessa come la costruzione di una moschea, che comprende i problemi di integrazione fra due culture tanto diverse: non tutti quelli che hanno votato per la giunta probabilmente erano a favore anche delle costruzione della moschea. Ed è stato secondo lui uno sbaglio anche la bocciatura da parte del sindaco di ben due richieste di referendum da parte dei cittadini di Colle, che volevano in questo modo poter dire la loro; Allam non considera questa la democrazia di cui tanto i politici italiani parlano. Ha inoltre esternato la speranza che non si arrivi ad uno scontro di civiltà ma che si riesca a costruire una integrazione fondata su punti di riferimento comuni e non su un multiculturalismo a compartimenti stagni, destinati, se concepiti in questo modo, a scontrarsi senz’altro. Resta l’amarezza di un uomo, cittadino italiano, che vorrebbe potersi sentire orgoglioso di quegli ideali che la sua patria, l’Italia, rappresenta; quell’ideale civile nazionale che forse il popolo italiano non ha coltivato abbastanza. E si percepisce l’inquietudine di fronte ala minaccia montante del terrorismo e del proselitismo integralista, di fronte al quale il nostro paese, avvelenato dalla cultura del buonismo del “volemose bene”, sembra incapace di reagire con la dovuta decisione e fermezza. Fermezza che dovrebbe nascere dall’adesione al più universale dei valori, quel rispetto e quella sacralità della vita umana che è alla base del cristianesimo ma che dovrebbe essere alla base anche di tutte le altre religioni e di tutti i popoli. E Magdi Allam si rifiuta di scendere a compromessi con chi questo valore primario decide di calpestarlo. (su gentile concessione di Vanessa Gruosso) 06/11/2006 Il viaggio per la salvezza
C’era una unica navicella spaziale e solo chi l’avesse raggiunta si sarebbe salvato. Fu una lotta furibonda: l’amico lottò contro l’amico, il fratello cercò di sopraffare il fratello, nella speranza della salvezza. Lui era giovane, forte e agile. Lui entrò. Automaticamente la navicella, che era stata concepita per uno soltanto, si chiuse ermeticamente costringendo gli altri ad una lenta agonia in quell’ambiente ostile. Per lui il viaggio era cominciato. La navicella era di forma pressoché sferica e conteneva tutto il necessario per la sua sopravvivenza. A lui non restava che farsi trasportare, alla ricerca di un mondo nuovo in cui vivere. Nella peggiore delle ipotesi avrebbe vagato fino alla morte, nella più completa solitudine, ma questo ora a lui non interessava: per ora era in salvo. Stremato dalla lotta si addormentò. Il tempo passò: ore, anni o secoli, non importa. Lentamente iniziò in lui un processo di mutazione. Quell’asettica navicella su cui era salito sembrava essere viva e addirittura cominciò a fondersi con il suo corpo in una abominevole simbiosi. Forse tutto ciò era necessario per la sua stessa sopravvivenza durante quel viaggio interminabile oppure era una degenerazione dovuta allo spazio alieno in cui viaggiava. Altro tempo passò e lui crebbe in modo enorme e mutò orribilmente e la navicella insieme a lui. Anzi, ormai lui e le navicella non esistevano più come enti distinti, ma esisteva solo quell’enorme essere che era la loro simbiosi. Ma anche questa nuova creatura non era abbandonata nello spazio alieno, ma si trovava dentro un involucro a lei favorevole. Probabilmente si trattava dell’universo stesso da cui era partita prima (ma quanto prima?) la navetta. La creatura dormiva dolcemente in questa struttura molto complessa, alimentata direttamente da una specie di flebo che le portava le sintesi alimentari necessarie. E intanto il viaggio continuava. La crescita dell’essere sembrava terminata e così pure le mutazioni. Il suo corpo era uniformemente colorato, ma era cresciuto a dismisure, tanto da occupare quasi tutto l’universo stesso. Tutto era tranquillo e dolce era cullarsi in quel viaggio senza meta. 20/10/2006
Forse dovresti sapere chi è il suo autore: il grande Giovannino Guareschi! Clicca qui per conoscerlo meglio Stalin è morto. Gloria eterna all’uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell’umanità. L’Unità del 6 marzo 1953 09/10/2006 Fina
lmente una nuova paginadi questo sito:
Quando il grande schermo produce capolavori
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Se invece hai trent'anni e vuoi qualcosa per ricordare i vecchi tempi: ecco la sigla tv dell'Uomo Tigre (cliccaci sopra) 18/03/2006 16/02/2006 I RISCHI DELLA MOSCHEA A COLLE
Di fronte a queste controversie è possibile farsi un'idea chiara della posta in gioco e prendere una posizione per l'una o l'altra parte a ragion veduta? Facciamo chiarezza: Quando pensiamo all' influenza che un centro culturale e un luogo di culto islamico possono avere nella società dobbiamo innanzitutto focalizzare la nostra attenzione su ciò che in essi viene insegnato e di conseguenza sui valori di cui sono portatori. Questi valori ispirano poi le azioni, più o meno coerenti, delle persone. Il testo fondamentale su cui ogni musulmano si forma è come noto il Corano, testo sacro dell' Islam. Dunque il problema diventa: cosa insegna il Corano ai musulmani che si riuniscono in questi centri? Si potrebbero affrontare diverse tematiche ma per brevità mi limiterò ad una di scottante attualità, sufficiente a chiarire se i timori paventati dai detrattori della moschea siano fondati. Cito alcune sure del Corano: < Combattete coloro che non credono in Allah e nell'ultimo giorno, che non vietano quello che Allah e il suo messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati. ... i nazareni dicono: "Il Messia è figlio di Allah". Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati! > (Sura IX 29,30). < O voi che credete, combattete i miscredenti che vi stanno attorno, che trovino durezza in voi > (Sura IX 123). < Se non vi lancerete nella lotta, [Allah] vi castigherà con doloroso castigo (Sura IX 39) < Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite > (Sura II 216). < Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete e i cavalli addestrati per terrorizzare il nemico di Allah > (Sura VIII 60). < ...uccidete questi miscredenti ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati > (Sura IX 5). Quelli citati sono solo un campione dei versetti che potreste ascoltare trovandovi in una moschea o centro islamico riguardo al rapporto tra musulmani e non musulmani, riguardo al modo e ai mezzi di diffusione del credo islamico. Da essi si trae la conclusione che compito del credente (il musulmano) è sottomettere i miscredenti (i non musulmani) affinché l'islam trionfi e se necessario si insegna che occorre terrorizzare, uccidere, catturare e tendere agguati. Un aspetto importante da sottolineare è che il combattimento viene presentato come un dovere che occorre compiere anche se non se ne ha voglia, pena il castigo. Alla luce di questi elementi capite bene che il combattere è considerato il normale mezzo di diffusione del credo islamico, non l' eccezione di qualche estremista come viene propagandato regolarmente dai nostri mezzi di comunicazione attraverso la spiegazione di cosiddetti esperti che evidentemente non hanno mai letto il Corano o, se l'hanno letto, fingono che i versetti citati e altri simili non esistano per non mettere in discussione le loro posizioni ideologiche e i loro interessi. In questo modo negano la realtà delle cose, realtà che se accettata invece è in grado di gettare finalmente luce sulle vere cause della violenza che ci circonda. Detto in parole povere oggi praticamente tutti i paesi con una forte presenza musulmana sono una polveriera per il semplice motivo che la religione di Maometto insegna a combattere fino a che tutto il mondo sia islamico, storicamente i paesi musulmani hanno avuto un atteggiamento aggressivo verso i loro abitanti non musulmani e i paesi vicini non musulmani per il semplice motivo che il Corano insegna ai suoi seguaci a dominare, con le buone o con le cattive. Spesso capita di ascoltare, durante interviste a capi musulmani, la rassicurante dichiarazione che Islam significa pace, ma è evidente da quanto detto che questa pace deve essere intesa per i cristiani come sottomissione o in alternativa come la pace eterna dei defunti! Dunque coloro che si oppongono coraggiosamente all'apertura di nuove moschee lo fanno per gravi motivi, a loro dovrebbero andare i nostri ringraziamenti: tentano di evitarci un futuro peggiore. Sono da biasimare invece coloro che per opportunismo o anche solo per paura cercano un abbraccio interessato con l'islamismo con il segreto proposito di poterlo addomesticare sperando di ricavarne una sorta di immunità e magari qualche vantaggio. A queste persone vorrei dire: non state facendo né il bene degl'immigrati né il nostro bene. Non siate superficiali, fate tesoro della storia, l'Islam ha sempre calpestato ciò che ha incontrato: non tollera rivali. Un tempo l'Africa settentrionale e il medio oriente erano romani e cristiani. Guardateli oggi: vi piacciono? Vorreste crescere e vivere in quei luoghi? Questo è il futuro che ci preparate! Si potrebbero aggiungere all'aggressività altre cose codificate dal Corano che sarebbe catastrofico importare nella nostra società quali un discutibilissimo diritto familiare che discrimina soprattutto le donne e l'avversione nei confronti delle arti che hanno fatto grande il nostro paese e che sono disprezzate come forme d'idolatria. Quanti sostengono le moschee sostengono implicitamente tutto questo, che lo vogliano o no. Che ne è allora del valore cristiano dell'accoglienza e dell’amore verso i nemici? E' giusto che i migranti che arrivano nel nostro paese vengano accolti generosamente, per quanto è nelle nostre possibilità, e ancora più giusto è accoglierli con intelligenza, che sia cioè un incontro, non uno scontro, proficuo per ambedue le comunità. Perché ciò avvenga nel caso degli islamici occorre che essi vengano accolti in quanto persone non in quanto musulmani, in altre parole è giusto che possano cercarsi un lavoro onesto per sostentare se stessi e le loro famiglie e vivere in pace tra noi, non è invece giusto che possano edificare luoghi di culto che siano mezzi di diffusione di un'ideologia incompatibile con la nostra civiltà. Permettere la diffusione delle moschee vuol dire assecondare la diffusione del Corano con quello che ne consegue, seminare vento vuol dire raccogliere tempesta! Si semini invece la virtù dell'amore che preferisce la verità al compromesso anche quando costa sacrificio. Sia data loro l'opportunità d'integrarsi attraverso la conoscenza diretta, non attraverso il velo di una moschea, dei valori di quell'occidente che se pur imperfetto e migliorabile è tuttavia il luogo al mondo che oggi oggettivamente assicura più libertà e più giustizia alle persone e più ancora ne potrebbe assicurare se la nostra gente approfondisse e curasse maggiormente le radici cristiane che alimentano tutto ciò che c'è di buono nella nostra società. (su gentile concessione di Paolo Maria Ficcadenti) 11/10/2005 CENTRO CULTURALE AMICI DEL
Ho fondato un centro culturale che si propone di trattare argomenti di cultura (scientifici, storici, religiosi, medici, ecc.) con interessanti conferenze e relatori d'eccezione. Per saperne di più clicca qui 13/06/2005 Referendum falliti: c'è da essere contenti? Sì, ma resta una legge comunque disumana!
E' stata approvata definitivamente la legge sulla fecondazione artificiale. Questa si caratterizza per: 1) il concepito viene riconosciuto come soggetto titolare di diritti; 2) viene vietata la fecondazione eterologa (utilizzo di semi o ovuli esterni alla coppia); 3) è vietata la produzione soprannumeraria (tutti gli embrioni sono impiantati); 4) vietati anche il congelamento, la sperimentazione, la clonazione, la diagnosi e la soppressione di embrioni. Resta il fatto che per attuare la fecondazione in vitro è inevitabile calpestare proprio quei diritti del nascituro che la legge dichiara, in linea di principio, di voler proteggere. L’approvazione di questa legge, sebbene migliori la situazione precedente (senza la legge tutto era permesso), è comunque ingiusta perché lascia spazio alla fecondazione artificiale omologa (cioè all’interno della coppia). Infatti questa dissocia l’atto sessuale dall’atto procreatore. L’atto che fonda l’esistenza dei figli non è più un gesto con il quale due persone si donano l’una all’altra, bensì un atto che affida la vita e l’identità dell’embrione al potere dei medici e al dominio della tecnica. Va ricordato cha un figlio non è qualcosa di dovuto, ma un dono. Una persona umana non può essere un oggetto di proprietà (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica nn. 2373-2379). Va detto inoltre che la fecondazione artificiale (sia omologa che eterologa) è sempre una violazione del diritto alla vita del nascituro a causa del gran numero di embrioni che vengono consapevolmente condannati a morte certa a causa della bassissima percentuale di attecchimento nel grembo della donna. Inoltre la fecondazione artificiale presenta rischi per la salute del nascituro. Tutte queste non sono motivazioni di fede, bensì di ragione. Per risolvere i problemi di infertilità si rivelano più utili e meno dannosi i famosi metodi naturali (utilizzabili anche nell’ipotesi inversa di regolazione delle nascite!). E poi esiste anche l’adozione. I santi come madre Teresa la consideravano ottima per salvare vite umane dall’aborto (e con la fecondazione artificiale due bambini su tre sono 17/02/2005 LA SCIENZA DEVE ARRESTARSI DI FRONTE ALLA VITA!
Senza entrare nel dettaglio della legge stessa, basta dire che essa limita fortemente la pratica della fecondazione artificiale. Chi si scaglia contro questa legge, lo fa in nome della libertà e del progresso della scienza; ma per difendere questi grandi ideali non si preoccupa della questione fondamentale della procreazione assistita, anzi, non ne parla neanche, come se non sussistesse il problema: questa tecnica “gioca” barbaramente con la vita umana.
Per arrivare a far nascere un bambino, vengono uccisi tanti altri embrioni, che, dobbiamo ricordare, nonostante siano di piccolissime dimensioni, sono già esseri umani avendo tutto il patrimonio genetico che li fa essere individui.
L’embrione è “il più povero tra i poveri” come ebbe a dire Madre Teresa ai tempi della legge dell’aborto. La scienza senza regole, che tanto viene osannata, non solo lo priva di tutela, ma ne stabilisce le sorti, come si fa con un oggetto. Già Hitler non poneva limiti alla scienza.
Ma allora che progresso è questo, che non ha rispetto della vita umana? La vita stessa non viene proclamata da tutti come un valore intoccabile? E allora perché si vogliono liberalizzare queste pratiche immorali che vanno contro l’uomo? Per avere un'informazione completa sulla 19/11/2004 “È proverbiale il costume degli Spartani di eliminare alla nascita i disabili. Jerome Lejueune lo scienziato scopritore della sindrome di Down 22/10/2004 1) Sei curioso di vedere come eri in pancia della mamma? 2) Sei curioso di vedere tutta la verità sull'aborto? (Attenzione, le immagini sono un po' forti!) CLICCA QUI! 16/07/2004
08/06/2004
Molte volte, Signore, sono passato davanti al crocifisso e ti ho detto in ginocchio: “Allontanati da me che sono un peccatore!”. E peccatore lo sono, realmente. Mi sembrava di aver già sentito quella frase nel tuo Vangelo, ma non ricordavo dove. Chiesi a molti, ma quella frase non la si riusciva a trovare. E io continuavo a dirti: “Allontanati da me che sono un peccatore!”. Poi un giorno mi hai risposto: “Non temere, d’ora in poi sarai pescatore di uomini!”. La tua risposta, Signore, riempie di gioia il mio cuore e la vita assume un senso e una direzione: la tua! 22/05/2004 Chi è il sacerdote?
Ricevere il sacramento dell’ordine non è un diritto: ad esso si è chiamati da Dio. Chi si sente chiamato, deve sottomettere umilmente il proprio desiderio all’autorità della Chiesa: come ogni grazia, questo sacramento non può essere ricevuto che come un dono immeritato. Il sacerdote annuncia il Vangelo, è la guida del popolo di Dio a lui affidato dal Vescovo, presiede le azioni di culto e specialmente la Santa Messa, con il battesimo fa entrare nuovi membri nella Chiesa, con la confessione rimette i peccati in nome di Cristo e della Chiesa, con l’unzione degli infermi dà sollievo ai malati. Come il battesimo e la cresima, il sacramento dell’ordine imprime il carattere, cioè è conferito una volta per sempre e quindi non può essere ripetuto. Il sacramento dell’ordine è “suddiviso” in tre gradi: vescovo, presbitero e diacono. Essi sono insostituibili per la struttura voluta da Cristo per la sua Chiesa: senza i vescovi, i presbiteri e i diaconi, non si può parlare di Chiesa. Sabato 12 giugno 2004 anch’io sarò ordinato sacerdote. Sarò segnato da uno speciale carattere che mi configurerà a Cristo sacerdote, in modo da agire “in persona di Cristo capo” e “a nome di tutta la Chiesa”. Sarò reso partecipe della missione di Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini. Cercherò di essere come Gesù: il buon pastore che è pronto a dare la vita per le pecore. Avrò davanti agli occhi l’esempio di Gesù che è venuto per servire e non per essere servito, per cercare e salvare ciò che era perduto. 24/02/2004 Affinché non passi invano Il 25 febbraio, mercoledì delle ceneri, inizierà la quaresima: un tempo forte di invito alla conversione (del cuore a Dio). Adesso pensiamo all’anno scorso: è stato un periodo speciale oppure ci è capitato di arrivare a Pasqua fiaccamente e, soprattutto, senza che la quaresima abbia minimamente influito nella nostra vita? Spesso ci poniamo un obiettivo (ad esempio: dimagrire oppure ottenere un risultato scolastico o sportivo) e facciamo degli sforzi per riuscire in ciò che ci preme fare. Perché quando si parla di Dio o del cammino di santità lasciamo al caso o all’improvvisazione? Ci interessa davvero fare la volontà di Dio o quando diciamo nel Padre Nostro “sia fatta la tua volontà” lo diciamo per far piacere al prete? Per coloro ai quali interessa davvero fare qualche passo avanti ci viene incontro la Chiesa con i suoi materni consigli per questo periodo: 1) digiuno 2) preghiera 3) opere di carità. Nulla di nuovo, visto che già i Padri della Chiesa nei primi secoli avevano caro questo trinomio. Vediamoli uno per uno e scegliamo per ogni punto un impegno personale: 1) DIGIUNO. Nella società dove il superfluo appare necessario va senza dubbio recuperata una libertà interiore con una maggiore sobrietà di vita. Perché allora non rinunciare a qualcosa che ci piace, ma che non è proprio necessario? Non pensiamo solo al consumo esagerato di cibo, ma anche, a titolo di esempio: forme smodate e non rilassanti di divertimento, acquisti di cose superflue, uso eccessivo di cellulare, televisione o internet, ecc. Ovviamente quanto risparmiato va poi destinato ai poveri, altrimenti rischia di diventare ascetismo autocompiacente. 2) PREGHIERA. Quante volte ci capita di dire di non avere tempo per pregare! Eppure, come in tutte le cose che ci interessano veramente, basta fare un po’ di spazio nella giornata. Perché non riscoprire il rosario visto che il Papa ha scritto l’anno scorso gli ha dedicato un’enciclica? Oppure perché non leggere ogni sera un libro di meditazione? Un buon titolo è ad esempio “La filotea” di s. Francesco di Sales. Oppure perché non suggerire in famiglia la preghiera prima di ogni pasto unita alla proposta-choc di spengere la televisione mentre mangiamo per poter parlare in tutta calma. 3) OPERE DI CARITà. Non si tratta di fare l’elemosina, ma di amare. Le sempre valide opere di misericordia corporali e spirituali possono darci molte indicazioni. Basta pensare a chi ci sta intorno e vedere i bisogni di chi soffre. Oppure perché non dedicare più tempo ai figli, se piccoli? Oppure andare a trovare persone anziane o sole? Non lasciamo che la quaresima passi invano: senza impegno non c’è guadagno, senza sacrificio non c’è libertà, senza croce non c’è risurrezione!12/02/2004 Fecondazione artificiale? No, grazie: è disumana!
Questa si caratterizza per: 1) il concepito viene riconosciuto come soggetto titolare di diritti; 2) viene vietata la fecondazione eterologa (utilizzo di semi o ovuli esterni alla coppia); 3) è vietata la produzione soprannumeraria (tutti gli embrioni sono impiantati); 4) vietati anche il congelamento, la sperimentazione, la clonazione, la diagnosi e la soppressione di embrioni. Resta il fatto che per attuare la fecondazione in vitro è inevitabile calpestare proprio quei diritti del nascituro che la legge dichiara, in linea di principio, di voler proteggere. L’approvazione di questa legge, sebbene migliori la situazione precedente (senza la legge tutto era permesso), è comunque ingiusta perché lascia spazio alla fecondazione artificiale omologa (cioè all’interno della coppia). Infatti questa dissocia l’atto sessuale dall’atto procreatore. L’atto che fonda l’esistenza dei figli non è più un gesto con il quale due persone si donano l’una all’altra, bensì un atto che affida la vita e l’identità dell’embrione al potere dei medici e al dominio della tecnica. Va ricordato cha un figlio non è qualcosa di dovuto, ma un dono. Una persona umana non può essere un oggetto di proprietà (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica nn. 2373-2379). Va detto inoltre che la fecondazione artificiale (sia omologa che eterologa) è sempre una violazione del diritto alla vita del nascituro a causa del gran numero di embrioni che vengono consapevolmente condannati a morte certa a causa della bassissima percentuale di attecchimento nel grembo della donna. Inoltre la fecondazione artificiale presenta rischi per la salute del nascituro. Tutte queste non sono motivazioni di fede, bensì di ragione. Per risolvere i problemi di infertilità si rivelano più utili e meno dannosi i famosi metodi naturali (utilizzabili anche nell’ipotesi inversa di regolazione delle nascite!). E poi esiste anche l’adozione. I santi come madre Teresa la consideravano ottima per salvare vite umane dall’aborto (e con la fecondazione artificiale due bambini su tre sono 03/01/2004 PROCREAZIONE RESPONSABILE e METODI NATURALI Sul tema della procreazione responsabile, la posizione della Chiesa è molto chiara: concepire un figlio non deve essere frutto del caso, ma di una scelta matura, generosa e cosciente all'interno di un solido legame matrimoniale. Su questo quasi tutti concordano, ma quando si arriva alla scelta del metodo da usare per non "avere brutte sorprese" (ma quando mai un figlio è una brutta sorpresa?) si ha una incredibile e sconcertante divergenza tra la posizione della Chiesa e quella della maggior parte di coloro che (ahimè) si dichiarano cristiani. Il ricorso ai metodi naturali è evitato principalmente per la scarsa e scorretta informazione che viene fatta al riguardo. Si dice che i metodi naturali non funzionano, che sono difficili da apprendere, che prevedendo l'astinenza periodica non consentono ai coniugi di avere rapporti sessuali quando desiderano. 05/12/2003 UN BELLISSIMO FILM INGIUSTAMENTE ATTACCATO
THE PASSION di MEL GIBSON Uscirà nel 2004 Attore, regista, produttore americano Mel Gibson ha recentemente prodotto una pellicola chiamata LA PASSIONE. È un ritratto vivido delle ultime dodici ore della vita di Gesù Cristo, con James Caviezel, che interpreta la parte di Gesù e con Monica Bellucci, la quale interpreta la parte di Maria Maddalena. Hollywood ha deciso di distruggere il film di Mel Gibson "Passion", incentrato sulle ultime ore di vita di Gesù. Già tempo fa alcuni critici avevano definito senza mezzi termini la pellicola (diretta e prodotta dall'attore e costata 25 milioni di dollari) «un suicidio commerciale, una follia». I personaggi parleranno infatti solo in aramaico e latino, due lingue morte. Il film è molto bello e invita alla conversione. Per questo Hollywood ha deciso di distruggere Gibson e il suo film girato in Italia, tra Matera e Cinecittà. A interpretarlo sono Jim Caviezel nel ruolo di Gesù, Monica Bellucci nel ruolo di Maria Maddalena, Claudia Gerini nei panni della moglie di Ponzio Pilato, Rosalinda Celentano nel ruolo di Satana, Ivano Marescotti in quello di Ponzio Pilato e Sergio Rubini in quelli del ladrone buono Dismas. Aderisci alla campagna di sostegno del film su Gesù! |